Convitto Nazionale "G. Leopardi" Macerata


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P.O.F. a.s. 2011-12

CONVITTO NAZIONALE GIACOMO LEOPARDI MACERATA



Scuole Statali Primaria e Secondaria di primo grado
con Indirizzo Musicale



ATTO D’INDIRIZZO 2010/2013

Il Convitto Nazionale, G. Leopardi, (con riferimento al Regio Decreto n. 2009 del 1/09/1925 e al D.P.R. n.233 del 18/06/1998, art. 5, c. 4) è l’unica struttura pubblica che nel tempo ha saputo coniugare servizio sociale, residenzialità, semiresidenzialità, istruzione e formazione, come valori aggiunti all’ampia scelta fra servizi e gradi di scuola. Il Convitto Nazionale, è inoltre luogo di formazione civile e culturale dello studente, ne promuove la maturazione personale e culturale, basandosi sui principi di democrazia, uguaglianza e laicità della Costituzione italiana, tramite il dialogo, la ricerca, l’esperienza. L’Istituzione riconosce la validità formativa del dibattito fra opinioni e posizioni differenti, senza distinzioni ideologiche e di fede religiosa.
Tutti coloro che vi operano, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, si impegnano a perseguire la chiarificazione e il confronto delle rispettive opinioni, coerentemente con le finalità educative adottate.
L’Istituzione si apre verso contributi creativi e responsabili, riguardo tutte le sue componenti, per tradurre in atto il diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità dello studente, il recupero di eventuali situazioni di svantaggio e per favorire negli allievi la maturazione di un consapevole senso di corresponsabilità in merito al successo scolastico. Il carattere pubblico, l'assolvimento di un prezioso servizio sociale di formazione culturale e civile dei giovani, ha rappresentato per la formazione di intere generazioni, l’opportunità di vedersi garantito il diritto allo studio, e luogo di consolidata certezza.

La particolarità delle Istituzioni Educative, all’interno dello scenario scolastico nazionale, presuppone un orientamento nella stesura del Piano dell’Offerta Formativa coeso con gli obiettivi che la specificità dell’Istituzione stessa si predispone, collegando le varie realtà che la compongono.
La complessità relativa all'organizzazione, soprattutto progettuale nell’ambito didattico-educativo, richiede a tutte le componenti formative (docenti, educatori, ATA) di integrarsi e riconoscersi all’interno di un piano dell’Offerta Formativa concordato e rispondente alle attese dell’utenza.
Tutte queste finalità collocano fortemente l’azione educativa dell’Istituzione Convitto, di conseguenza le linee operative del Piano Offerta Formativa devono prendere in considerazione:

  • Sviluppo e potenziamento delle competenze linguistiche
  • Accrescimento della capacità interpretativa
  • Acquisizione delle competenze e abilità in campo matematico e informatico
  • Consapevolezza dell’appartenenza ad un panorama europeo
  • Apertura alla conoscenza del mondo e al confronto interculturale’
  • L'orientamento, come guida, verso una prospettiva di competenza per una scelta cosciente di vita
  • Azione efficace di raccordo Scuola – territorio, non solo per competenze e risorse, ma soprattutto per rendere il Convitto risorsa per il suo territorio
  • Educare alla legalità
  • Valorizzazione rinforzo alla progettualità degli studenti
  • Potenziamento delle capacità percettivo-visive e di rappresentazione grafica
  • Partecipazione a bandi di concorso promossi da varie associazioni culturali: Federparchi, Giunti Progetti Educativi, Media Arts, ecc.
  • Incremento del sito del Convitto per migliorarne la comunicazione, la pubblicizzazione delle attività e degli elaborati creati dagli studenti.





LINEE DI INDIRIZZO ALLA STESURA DEL P.O.F.

Il Convitto nelle sue diverse componenti ha avviato e realizzato percorsi di attuazione degli obiettivi prefissati, tanto che le parole chiave sono diventate patrimonio culturale di ciascuna componente e di ciascun operatore dell’Istituto.
Il Convitto Nazionale, G. Leopardi, intende continuare a promuovere attività integrative, quali mezzi insostituibili di crescita umana e sociale, come lo sport, la musica ed il teatro.

• Offrire agli alunni attività interessanti finalizzate ad un prodotto per accrescere la
significatività dei contenuti e dell’attività di apprendimento nel suo insieme.
• Ottenere un clima positivo nella classe e nella scuola.
• Fornire ad ogni alunno l’opportunità di manifestare le capacità facendo leva su abilità diverse.
• Stimolare la capacità di lavorare e comunicare con gli altri.
• Favorire la flessibilità cognitiva, spingendo ad esaminare gli stessi argomenti con modalità diverse anche operative e cooperative.
• Favorire la crescita armonica intellettuale e fisica offrendo stimoli per sviluppare nel bambino ogni dimensione: motoria, emotivo - espressiva, sociale, etica, cognitiva, operativa.
• Stimolare la sensibilità e la creatività.
• Sensibilizzare gli alunni al rispetto per l’ambiente e per “l’altro”.
• Favorire l’iniziativa personale.
• Favorire la fiducia in se stessi.

Queste linee devono calarsi all’interno di un percorso formativo attinente sia alle attività didattiche che a quelle educative assegnate al personale educativo.
Nella realizzazione pratica i Collegi dei Docenti e degli Educatori tenderanno a:

  • una progettazione dell’attività integrativa per aree organiche e non per somma di singoli progetti, attraverso la progressiva realizzazione di gruppi progetto;
  • una definizione di criteri di verifica e di valutazione in itinere, intermedia e finale delle attività svolte in modo da rendere i risultati maggiormente disponibili;
  • una riduzione dell’influenza delle attività integrative sulle ore curricolari: tramite un calendario stabilito delle varie attività, definizione di un tetto massimo del monte ore annuale impegnabile e delle priorità da scegliere tra le varie proposte, distribuzione delle varie attività previste tra curricolare ed extracurricolare applicando criteri di valenza didattico formativa.

La progettazione didattica deve avvalersi di queste iniziative, impiegandole per il raggiungimento degli obiettivi didattici e formativi.

Nel Piano dell’offerta formativa si dovrà perciò prevedere un potenziamento delle iniziative che prevedono la partecipazione attiva degli studenti in attività extracurriculari progettate anche in collaborazione con soggetti esterni e che possono dare vita ad eventi pubblici, e spazio anche per quelle organizzate con risorse aggiuntive delle famiglie e del Convitto da associazioni esterne con apposite convenzioni.

Finalità dei progetti :

  • offrire ai singoli alunni percorsi diversi, piacevoli e gratificanti per il raggiungimento degli obiettivi didattici;
  • stimolare la creatività e l’interesse;
  • valorizzare le capacità e le competenze individuali attraverso un approccio di tipo operativo;
  • svipuppare il controllo di sé;
  • favorire l’accettazione e la collaborazione nel gruppo classe e fra i gruppi classe.

LA VALUTAZIONE DELLA SCUOLA



Con l’avvio della riforma del sistema scolastico, l’autonomia delle I. E. S. (Istituzioni Educative dello Stato) tende a sollecitare ed orientare, in maniera sempre più decisa, l’impegno valutativo in direzione di un’analisi/autoanalisi di Istituto.
La prospettiva di rilevazione del “modo d’essere scuola”, quindi della sua valutazione, richiede l’individuazione di criteri di qualità, di sistemi di indicatori, e la scelta di ambiti di indagine relativi ai settori del:

-
Dichiarato (P. O. F.);

-
Agito (percorsi e modalità di attuazione dell’Offerta formativa);

-
Pensato (il giudizio ed il livello di soddisfazione delle professionalità operanti nell’Istituto);

-
Percepito (la percezione della realtà scolastica da parte dell’utenza, genitori e studenti



Va da sé che un’analisi di questo tipo consente di verificare e valutare le capacità progettuali dell’Istituzione, e quindi gli eventuali problemi incontrati e gli esiti conseguiti lungo i non facili itinerari di attuazione del Piano dell’Offerta Formativa.
Permette, inoltre, di rilevare le potenzialità di crescita delle singole Scuole interne; le possibilità, cioè, di un’ulteriore qualificazione del servizio formativo offerto, e di miglioramento dei rapporti con l’utenza.
L’analisi/autoanalisi, mette in evidenza i risultati delle “fatiche” realizzate ed indica, al tempo stesso, quali possono essere nel futuro le prospettive di azione e di sviluppo.
Manifesta, in sintesi, nuove speranze, sostenendo così l’utopia della costruzione virtuale di una scuola nuova, sempre “bella ed appagante” per tutti.



PIANO OFFERTA FORMATIVA 2011/2012



L’importanza del presente POF è considerevole, di fatto esso oltre ad essere un documento di programmazione e formazione del servizio offerto dall’Istituto, esprime un piano concreto di competenze da sviluppare che andranno a costituire il bagaglio culturale e formativo e sul quale si fonda l’impegno educativo e didattico della comunità scolastica.
Rappresenta inoltre lo strumento operativo che regola la personale “identità culturale”.Infatti esso è un mezzo atto ad individuare le caratteristiche del contesto geografico ed umano nel quale l’istituzione stessa si colloca, con l'obiettivo di diventarne centro propulsore di idee, innovazione e opportunità, conoscendo tuttavia una nuova definizione di territorio, come emerge dalla normativa di riferimento dettata dal Ministero.

In una dimensione della realtà globale, come è quella contemporanea, non ci si può limitare a considerare il territorio di riferimento per un’istituzione scolastica solamente il comune di appartenenza, ma bisogna fissare lo sguardo oltre: ogni particolare territorio ha legami con aree del mondo e con questo determina un “piccolo mondo” che su scala locale rappresenta occasioni, intenti, progetti, convivenze totali.
Il presente Piano dell’Offerta Formativa costituisce ed esprime le linee educative che orientano l’azione pedagogica e didattica delle scuole annesse al Convitto coerentemente con le esperienze condotte negli ultimi anni scolastici :

  • il D.P.R. 275/99, Regolamento in materia di autonomia delle Istituzioni scolastiche;
  • schema di regolamento sull’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola del primo ciclo di istruzione e secondaria di primo grado;
  • la L. 53 del 28/03/2003;
  • il D.L. n. 59 del 19/02/2004;
  • le "Indicazioni Nazionali per il curricolo" del 2007;
  • la L. 133 del 6/08/2008 in materia di istruzione;
  • schema di regolamento concernente la valutazione degli alunni (C.M. del 28/5/2009);
  • le esigenze espresse dalle famiglie.


IDENTITA’ DELLA SCUOLA - MEMORIA STORICA COME RISORSA


“Educare significa, anche, tornare ai saperi che la tradizione ci ha consegnato, per comprendere che tutta la conoscenza, sia quella umanistica che quella scientifica, nasce dalle domande e dai tentativi di risposta degli esseri umani che ci hanno preceduto, mossi dal nostro stesso desiderio di comprendere il senso della realtà e il posto dell’uomo nella società”. (cit. “La sfida educativa” di Nora Terzoli)

Tale affermazione non può che favorire la curiosità della conoscenza, quindi per conoscere meglio questa Istituzione scolastica dobbiamo tornare un po’ indietro nel tempo. Il Convitto Nazionale G. Leopardi, che oggi è quasi un monumento storico per la città di Macerata, situato in piazza Marconi, appena fuori le mura, nell’arco di alcuni secoli ha subito numerose trasformazioni.
La sua storia ha inizio nell’agosto del 1447, quando per sconfiggere il flagello della peste, si decretò di costruire, in tale zona, una piccola cappella dedicata alla Madonna, la quale con il tempo venne poi ampliata e trasformata in Chiesa.
Ma nel 1512, la Chiesa di Santa Maria fu adibita a Lazzaretto, e il Comune ordinò che vi dovessero abitare “
i confessori degli appestati, i medici e i beccamorti” dato che il posto era isolato ma vicino alle mura ed esposto al sole tutto il giorno.
Dopo diversi anni la Chiesa viene donata ai Padri Domenicani che grazie ad una pia dama maceratese, Chiara Graziani, costruirono una Chiesa più grande ed il Convento.
Nelle documentazioni ritrovate, le memorie annotate ci dicono che il Convento confinava con la corta di Tolentino, l’attuale via Mameli e che aveva al suo interno trenta camere e magnifiche corsie.
Ma nel 1810, in occasione della soppressione napoleonica, la Chiesa fu chiusa e usata come magazzino e il Convento destinato a caserma.
Solamente nel 1823 i Padri Domenicani, durante il Regno Italico pensarono di ricostruire il Convento e restaurare la Chiesa annessa, ma non possedevano le risorse economiche necessarie.
Anche in questo caso, grazie all’opera del priore Padre Vaschetti, nel 1856 la Chiesa e il Convento furono di nuovo restaurati ed abbelliti.
Purtroppo con l’annessione delle Marche al Regno d’Italia, tutti i beni delle comunità religiose vennero dichiarati beni dello Stato Italiano, quindi nel 1861, la Chiesa e il Convento verranno indemaniati dal Regio Commissario Lorenzo Valerio; dopo pochi anni su incarico del Consiglio Regionale la Chiesa e il Convento saranno uniti in una unica struttura, dando vita all’attuale Convitto Nazionale.
Già all’epoca si era pensato di usufruire dei locali per poter ospitare tutte le scuole di Macerata. Infatti nel 1875 il Liceo Ginnasio, l’Istituto Tecnico ed il Convitto Provinciale ebbero la loro sede nell’edificio ampliato. Al Convitto Nazionale per effetto di una convenzione stipulata tra lo Stato, la Provincia e il Comune di Macerata fu assegnato, in uso perpetuo e gratuito, il magnifico edificio al quale fu data posizione più ampia; infatti l’attuale palazzo fu edificato su disegno dall’ingegner Virginio Tombolino, sui resti dell’antica chiesa di Santa Maria e dell’ex Convento Domenicano. Ottenne subito grandissima fama, tanto che nel 1886 fu nazionalizzato con Regio Decreto, passò sotto la direzione del Ministero della Istruzione pubblica e divenne Convitto Nazionale “G. Leopardi” e fu istituita la Scuola Elementare Statale.
Nell’arco di tempo che va dalla prima guerra mondiale fino a conclusione della seconda, l’edificio sarà protagonista di molteplici trasformazioni: all’inizio come ospedale militare per accogliere i feriti che tornavano dal fronte, verrà occupato ripetutamente dai tedeschi, dagli sfollati, dalle truppe di liberazione e dagli inglesi.
Solamente nel 1946 vennero riaperte sia la Scuola Elementare sia la Scuola Media anche se con tantissime difficoltà, vista la distruzione causata dai bombardamenti.
La lettura di un verbale del 1948, ritrovato negli archivi, ci testimonia che l’immobile venne derequisito, in quanto fino a quel momento era stato in possesso del comando alleato, e in presenza del Rettore Agus, il Convitto ritornerà ad avere, come definiscono le parole del verbale, “
funzione di istituto scolastico”, attività per la quale si presta assai bene, data la struttura robusta, la vastità delle sue sale e la disposizione dei vani (la funzione formativa del Convitto viene così rivalutata agli inizi del 1900 anche dal movimento pedagogico delle “Nuove scuole”).
Con l’introduzione dei Convitti Nazionali, nel titolo II del R.D. 6/6/1923 n. 1054 si pone una pietra miliare nella storia dei collegi di Stato.
Negli articoli dal 118 al 141 di questa legge si definisce:
1. L’attività dei Convitti Nazionali ha scopi di interesse pubblico.
2. La natura dei Convitti Nazionali: istituiti pubblici.
3. Lo scopo: curare l’educazione e lo sviluppo intellettuale e fisico dei giovani che vi sono accolti.
4. Le economie di gestione, cioè gli utili della gestione annuale, sono, come d’obbligo, devoluti interamente, dalle amministrazioni dei Convitti Nazionali a vantaggio pubblico.
5. L’art. 119 definisce la vera ed effettiva capacità legale dei Convitti Nazionali.
6. Con l’art. 122 si stabilisce che i Convitti Nazionali sono enti indipendenti e sottoposti al controllo dello Stato.
Ai sensi del secondo comma dell’art.119 si ebbe una modificazione unicamente per l’organo di controllo, controllo che nella legislazione precedente era passato dal Consiglio Provinciale Scolastico al Ministero della Pubblica Istruzione; e che, per effetto del decreto delegato 6 maggio 1923, passò dal Ministero stesso, alla Giunta per l’Istruzione Media. In seguito venne investito del controllo sull’amministrazione dei Convitti il Provveditore agli studi in nome e per conto del M.P.I.
In conclusione lo Stato, in base al principio del decentramento, al fine di rendere più pronta ed agile l’attività amministrativa, didattica e disciplinare dei Convitti Nazionali, li ha elevati, come organi dell’amministrazione dello Stato, trasformandoli in vere e proprie persone giuridiche, dotate di vita autonoma ed indipendente rispetto alla suprema persona giuridica dello Stato.



CARATTERISTICHE STORICHE DEL CONVITTO NAZIONALE




EVOLUZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE E FUNZIONE DEL PERSONALE EDUCATIVO

La nascita giuridica dei convitti nazionali si fa coincidere con la legge Casati (n. 3725 del 13 novembre 1859), che attribuisce loro il compito di preparare i giovani alla gestione del potere senza dimenticare l’assistenza ai bisognosi e meritevoli. Successivamente, la riforma Gentile del 1923 regola l’istruzione media e i Convitti Nazionali mentre un regolamento specifico per i convitti è datato 1925 (e il suo impianto è tuttora in vigore) ed è del 1929 l’Istituzione degli Educandati Statali. Risalgono soprattutto alla fine degli anni Cinquanta i Convitti annessi agli Istituti Tecnici e Professionali, in particolare di tipo Agrario e Alberghiero.
Con l’art. 121della legge di cui sopra:
«Sono istituiti il ruolo provinciale delle Istitutrici degli Educandati Femminili dello Stato e il ruolo provinciale degli Istitutori dei Convitti Nazionali e dei Convitti annessi agli Istituti Tecnici e Professionali. Al predetto personale si applicano le disposizioni concernenti lo stato giuridico ed il trattamento economico degli insegnanti elementari».
Di fatto è abolita la norma prevista dal R.D. 1/09/1925 n. 2009 (art. 26) che stabiliva l’accesso al ruolo di Istitutore solo con (art. 29) la laurea in giurisprudenza, lettere, filosofia, scienze politiche o i diplomi rilasciati dagli Istituti Superiori di Magistero.
Il legislatore dunque reputava utile per la funzione educativa una preparazione di grado superiore. Infatti per essere ripetitori, o come si dice oggi, Educatori, ovvero guida e consulenza allo studio, è necessario avere una preparazione simile ai docenti curricolari.
La figura dell’Istitutore emerge con il C.C.N.L./1995 art.38, in quanto gli viene attribuito lo stesso trattamento economico previsto per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria. Successivamente nella G. U. n. 113 del 6/05/1996 si definisce più chiaramente il profilo professionale e la funzione del personale Educativo, l’attività educativa, e le attività funzionali dell’attività educativa. Ma è solamente nel C.C.N.L./1999 art. 23 che si afferma chiaramente la funzione docente come propria degli Educatori.
1. Le competenze del personale Educativo è costituito da competenze di tipo psico-pedagogico, metodologico ed organizzativo-relazionale maturate dall’esperienza e dallo studio.
2. L’attività educativa è volta alla promozione della crescita umana, civile e culturale ed alla socializzazione degli allievi, convittori e semiconvittori che sono assistiti e guidati nei vari momenti della vita in comune; all’organizzazione degli studi e delle attività del tempo libero, culturali e sportive; alla definizione delle rispettive metodologie, anche per gli aspetti psico-pedagogici e di orientamento.
3. L’attività funzionale si esplica con tutte le attività a carattere collegiale (nella Circolare Ministeriale n. 111 del 31/03/1989 è infatti stato istituito il Collegio degli Educatori) di programmazione, progettazione, ricerca, documentazione, ivi compresa la produzione di materiali didattici utili alla formazione degli allievi, la relazione sui risultati conseguiti che saranno poi oggetto delle riunioni collegiali.

4. Rientrano negli adempimenti individuali di ciascun educatore:
a. La preparazione necessaria per lo svolgimento delle attività per i compiti di assistenza alle attività di studio, culturali e sportive e ricreative.
b. I rapporti con le famiglie.
c. L’accoglienza ed la vigilanza degli allievi, l’accompagnamento degli stessi alle scuole frequentate o viceversa.
d. Le attività a carattere collegiale sono anche destinate a fornire gli elementi di valutazione da portare ai consigli di classe, ai quali l’Educatore partecipa, a titolo consuntivo.
e. Rientra nell’attività funzionale la partecipazione ad iniziative di aggiornamento e formazione programmate sia a livello nazionale o provinciale, sia a livello locale.
5. Le attività aggiuntive sono svolte allo scopo di migliorare l’offerta formativa:
a. Con progetti intesi a definire un maggior raccordo tra Convitto, scuola e mondo del lavoro.
b. Partecipazione a sperimentazioni.
c. Progetti promossi dall’U.E.
d. Coordinamento, da svolgere secondo i criteri definiti dal consiglio d’Istituto e nella sua realizzazione, come supporto organizzativo al Capo d’Istituto.
e. In attività di aggiornamento e formazione in servizio, senza esonero per un massimo di 30 ore annue.
6. Le attività di progettazione a livello di Istituzione:
a. Il Collegio degli Educatori definisce i principi ed i contenuti del progetto educativo che adottato dal Rettore è posto in essere in base ai finanziamenti previsti dal C.d.A.
b. Il progetto è coordinato per gli aspetti didattici con i progetti d’Istituto delle scuole frequentate dagli allievi. A tal fine si crea all’interno della Istituzione Educativa un raccordo col Progetto dei Docenti, nella progettazione complessiva, tra gli aspetti didattici ed aspetti educativi dell’Istituto.
c. Il Capo d’Istituto, avvalendosi degli apporti dei Coordinatori predispone il piano attuativo del progetto che pianifica il piano globale delle attività, tenendo presente la necessaria flessibilità fra le varie componenti dell’Istituto, non dimenticando reali bisogni degli allievi.
7. Obblighi di lavoro: il punto saliente di questo articolo è la definizione dell’orario di servizio degli Educatori in 24 ore settimanali, in aggiunta è determinato un obbligo di ulteriori 6 ore settimanali da dedicare, quando se ne presenti la necessità alle attività di carattere funzionale.
8. Norme sulla mobilità: tali norme prevedono che il personale in esubero, in possesso dei titoli ed abilitazioni prescritte, possa essere utilizzato in cattedre o posti di insegnamento, inoltre il personale educativo è ammesso ai corsi di riconversione professionale, alle stesse condizioni del personale docente.
Come si nota il Personale Educativo, di fatto, si è riappropriato della funzione docente che ha sempre avuto fin dalle origini dei Collegi di Stato.


PRINCIPI FONDAMENTALI DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE ALL’INTERNO DEL CONVITTO


Le istituzioni scolastiche sono espressione di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e incarichi trasferiti agli Enti locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112.
L’autonomia delle Istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo.
Inoltre il D.P.R. n. 275/1999 comprende nell’Autonomia scolastica:
- L’autonomia didattica, la quale ha capacità di regolare alle esigenze della propria utenza i tempi d’insegnamento e lo svolgimento delle singole discipline e le attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi d’insegnamento e di apprendimento degli alunni, prevedendo anche la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno nonché, previo coordinamento con eventuali iniziative degli Enti locali, di orientamento scolastico e professionale.
- L’autonomia organizzativa, finalizzata alla realizzazione di principi essenziali come:
Flessibilità: riguardo l'efficienza e l'efficacia del servizio scolastico, all'integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture. Introduzione di tecnologie innovative e coordinamento territoriale.
Sussidiarietà: tale principio prevede che lo Stato può stabilire solo norme generali d'indirizzo, per le norme specifiche possono legiferare anche le Regioni, che hanno, tra l'altro competenza esclusiva per l'istruzione e la formazione professionale. Ciò significa che, in ambito scolastico ogni Regione può legiferare liberamente, così come liberamente le Province e i Comuni possono regolamentare lo svolgimento delle funzioni loro attribuite, purché vengano rispettate le norme generali stabilite dallo Stato e l'autonomia delle istituzioni scolastiche.
Responsabilità: tale principio determina libertà di insegnamento, libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e libertà del diritto ad apprendere nel rispetto delle esigenze formative degli studenti.
Equità: occupa un posto di rilievo e rappresenta lo Stato nel suo ruolo di garante dell’uguaglianza dei cittadini attraverso tre compiti fondamentali: di governo, di controllo e di sostegno.
Solidarietà: prevista dall’art.119 della Costituzione garantisce l’intervento dello Stato che assegna risorse aggiuntive e interventi speciali a favore di Regioni, Province e Comuni, per rimuovere gli squilibri economici e sociali che impediscono l’effettivo esercizio ei diritti della persona.
Intenzionalità: ciascuna decisione e ciascun intervento operati all’interno di un progetto non sono frutto di scelte occasionali e contingenti, ma risultano razionalmente inseriti nel contesto del progetto globale e finalizzato.
- L’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, espressa nell’art. 6 del Regolamento sull’Autonomia consiste nella facoltà di sviluppare innovazioni metodologiche e disciplinari, curando progettazione, aggiornamento e formazione professionale del personale scolastico, nonché la ricerca didattica sulle diverse valenze dell’informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione nei confronti dei processi formativi. Quindi è previsto che la ricerca, sperimentazione e sviluppo tenga conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali. Il principio di osmosi tra scuola e territorio istituzionalizza la possibilità che le scuole possano costituire accordi di rete sviluppando convenzioni con università, istituzioni, Enti o associazioni per la realizzazione di specifici obiettivi.
A tutto ciò il livello centrale e il livello regionale hanno legislazione esclusiva su alcune materie e legislazione concorrente su altre.
L’Istruzione così diventa materia concorrente:



Tutto ciò comporta principalmente l’assunzione della “collegialità”, come autentico valore, che trova effettiva e reale espressione soprattutto nell’elaborazione del Progetto Educativo del Convitto dove tutti si trovano a cooperare per realizzare le mete educative degli alunni iscritti alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado annesse al Convitto Nazionale Giacomo Leopardi di Macerata.




CONTESTO SOCIO – ECONOMICO – CULTURALE

La Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Primo grado statali annesse al Convitto Nazionale non hanno un loro proprio bacino di utenza, accolgono, anche grazie alla specifica funzione del Convitto, ragazzi provenienti da ogni parte della città e da numerosi centri della provincia e della regione. Tale circostanza è sicuramente alla base della eterogeneità socio-culturale che spesso caratterizza la situazione iniziale di alcuni alunni che si iscrivono alle classi prime, ma è anche la sfida che un’Istituzione come il Convitto, ha da tempo dimostrato di accogliere. L’istituzione educativa si contraddistingue, oltre che per l’ampia offerta formativa, soprattutto per la residenzialità e semi-residenzialità (scuola secondaria di primo e secondo grado), che consentono la realizzazione al diritto allo studio finalizzato al conseguimento intenzionale di mete e risultati predeterminati.
Molto più inseriti nei circuiti culturali cittadini appaiono gli alunni maceratesi che si iscrivono alla Scuola Primaria, la quale gode di una situazione di privilegio perché ubicata in prossimità del centro storico.
Le iscrizioni sono dettate da diverse ragioni che possono essere sintetizzate nel seguente modo:

  • scelta, da parte dei genitori, di offrire ai propri figli un ambiente ”protetto” dalle 8 alle ore 18, che si presenta come sistema formativo integrato valorizzando la dimensione educativo/didattica e socio/affettiva, il quale, prosegue per i convittori con assistenza notturna. I semiconvittori e convittori usufruiscono della mensa interna ( pranzo, merenda e cena ) e altri servizi basilari come l’infermeria gestita da un’infermiera professionale;
  • possibilità di restare nel pomeriggio come semiconvittori e di essere seguiti ed aiutati da Educatori nell’organizzazione dello studio e del tempo libero;à e quantità delle attività formative integrative (iniziative: culturali-ricreative-sportive);
  • l’intento di educare i ragazzi alla convivenza democratica, ai valori del rispetto di sé, al confronto costruttivo con gli altri, dai compagni al personale scolastico;
  • possibilità per alcuni alunni, appartenenti a famiglie che versano in condizioni di disagio economico e sociale, di usufruire dei servizi offerti dal Convitto mediante l’accesso a borse di studio messe a disposizione dal Comune di Macerata, da associazioni ed enti, primo tra tutti l’INPDAP per i figli dei dipendenti statali.

Dalle analisi effettuate per individuare i bisogni e le esigenze degli alunni, sono emerse le seguenti problematiche:

  • diffusa richiesta, a volte delega, educativa alla scuola da parte dei genitori;
  • tendenza di una percentuale di ragazzi ad evitare, per quanto possibile, tutto ciò che richieda impegno personale,
  • scarsa abitudine ad ascoltare e concentrarsi,
  • difficoltà a stabilire costruttive relazioni tra coetanei,
  • carenza nella comprensione e nell’uso dei diversi linguaggi,
  • uso passivo dei modelli proposti dai mass-media.


RISORSE : SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO D’ISTITUTO

Le Scuole annesse al Convitto Nazionale “G. Leopardi”, consapevoli della particolarità dell’Istituzione nella quale operano, realizzano da tempo un Progetto Formativo Integrato, vale a dire un processo educativo unitario fondato sul principio della continuità didattica grazie all’interazione delle diverse componenti presenti all’interno dell’istituto.
I Docenti e gli Educatori armonizzano ed integrano le loro attività per conseguire obiettivi educativi comuni, con finalità di garantire il diritto degli alunni ad un percorso formativo organico e completo, funzionale allo sviluppo della loro identità e delle loro potenzialità.
Un Sistema Formativo Integrato di Convitto presuppone alcune condizioni:

  • che il gruppo educatori si proponga come gruppo unitario, nel senso che vi sia una ricerca del consenso e dell’unitarietà attraverso un confronto “aperto” di posizioni;
  • che vi sia un certo grado di coerenza metodologica degli educatori all’interno di uno scenario comune e condiviso che garantisca, tuttavia, le indispensabili differenze individuali;
  • che il gruppo educatori sappia assumere come costume quotidiano la “convivenza democratica” come manifestazione e testimonianza di valori e di modelli quali il pluralismo, la cultura, la creatività.

In questa prospettiva si può elaborare una integrazione tra le componenti del sistema formativo unitario convitto, principalmente tra docenti ed educatori senza tralasciare il coinvolgimento degli allievi e delle famiglie.
Insieme docenti ed educatori promuovono, programmano, coordinano attività formative nel pieno rispetto del principio della pari dignità professionale.
Tali attività pongono obiettivi, metodi, strumenti e itinerari comuni, realizzando con notevole cura una programmazione educativa e didattica unica, unitaria e integrata, tra vita della scuola e vita interna del convitto.
Docenti ed educatori, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, pianificato il progetto educativo d’istituto; ne seguono l’evoluzione, ne verificano la valenza, ne valutano l’efficacia e efficienza.
All’interno di un sistema formativo integrato, possono essere realizzate delle “attività” svolte direttamente dagli educatori, le quali non si sovrappongono alle discipline di studio né sono dispersive o sostitutive, ma ne sono anzi “integrative, cooperative, motivanti”.
A questo punto è di notevole importanza il rapporto sistema integrato – convitto con
il territorio, la complessa rete di offerte educative provenienti da enti locali, associazioni, enti culturali e sportivi, capaci di attirare ed arricchire gli alunni sia dal punto di vista culturale che sociale.





ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA ANNESSA AL CONVITTO


Il CONVITTO funziona tutti i giorni feriali dal lunedì al sabato.
La domenica e gli altri giorni festivi e pre-festivi può funzionare su richiesta motivata degli interessati.
Il SEMICONVITTO funziona tutti i giorni feriali, dalla fine delle lezioni alle ore 17,30 per la scuola primaria, il sabato e pre-festivi alle ore 15,00 salvo eventuali variazioni apportate dal Rettorato/Direzione anche nel corso dell’anno scolastico.
Per tutti gli alunni iscritti la frequenza del semiconvitto è obbligatoria per almeno 15 ore alla settimana.


TEMPO SCUOLA

Dalle ore 7,55 alle ore 8,00 ENTRATA

Dalle ore 8,00 alle ore 12,30 LEZIONI CURRICOLARI

Dalle ore 10,10 alle ore 10,20 INTERVALLO

Dalle ore 12,25 alle ore 12,30 PASSAGGIO DI CONSEGNE
INSEGNANTI – EDUCATORI

Dalle ore 13,00 alle ore 13,30 PRANZO

Dalle ore 13,30 alle ore 14,3O RICREAZIONE

Dalle ore 14,30 alle 16,30 STUDIO POMERIDIANO

Dalle ore 16,30 alle 16,45 SECONDA RICREAZIONE CON
MERENDA

Dalle ore 16,45 alle 17,30 STUDIO-RIPASSO

Nel pomeriggio, quindi, gli alunni sono affidati al personale educativo: ogni Educatore ha una squadra di riferimento, solitamente coincidente con una classe, per la quale ha funzione di coordinatore delle attività del semiconvitto.
Gli
Educatori accompagnano gli alunni a pranzo; li guidano nelle attività di studio; organizzano e collaborano anche ad altre attività educative, sorvegliano gli alunni durante lo svolgimento delle stesse li seguono, collaborando con gli insegnanti, nelle attività dei laboratori, programmati nel Piano dell’Offerta Formativa.



FINALITA’ DELLA SCUOLA PRIMARIA


Successiva alla Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria promuove negli alunni l’acquisizione di tutti i diversi tipi di linguaggio ed un primo livello di padronanza delle conoscenze e abilità. Essa è il luogo in cui ci si esercita a porre le basi delle conoscenze (sapere) sulle esperienze (imparare a fare), assicura a tutti gli alunni le condizioni culturali, relazionali, didattiche ed organizzative idonee ad allontanare e superare gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e la giustizia dei cittadini, ed impediscono il pieno sviluppo della personalità umana.
Promuove così l’educazione integrale della personalità dei bambini stimolandoli all’autoregolazione degli apprendimenti, all’autorinforzo cognitivo e alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati, alla responsabilità intellettuale morale e sociale, alla creatività e al gusto estetico.
L’iter educativo della scuola primaria utilizza gli Obiettivi specifici di apprendimento come occasione per formulare gli Obiettivi formativi.
L’insegnamento-apprendimento nella Scuola Primaria si realizza condividendo esperienze operative-sociali-culturali significative in un “ambiente di apprendimento” caratterizzato da un clima sociale positivo. Il bambino dovrà pervenire all’autonomia e alla conquista personale della cultura, perciò gli insegnanti avranno cura di non trasmettere delle nozioni come dati da ricordare, ma muoveranno da situazioni problematiche concrete, dai bisogni dei bambini, dalle effettive capacità ed esigenze di apprendimento degli alunni. Al centro dell’attenzione vi è l’alunno da educare ed istruire per mezzo di attività sostenute da motivazione, rispettando sempre il principio
della gradualità, nei tre passaggi dell’apprendimento: conoscere, capire, produrre.
La scuola primaria ritiene rilevante riaffermare il principio per cui la scuola è luogo di relazione e condivisione di esperienze, vissuti e conoscenze, di acquisizione di competenze e di un metodo di studio in un quadro unitario che aiuti il bambino ad attribuire senso alle esperienze e significatività agli apprendimenti.
Una testa ben fatta, piuttosto che ben piena."
“Una testa ben fatta” è «attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso».
(cit. “La Testa ben Fatta: Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero” di Edgar Morin).
Una testa ben piena” è accumulo delle conoscenze, delle informazioni, di «frammenti di sapere dispersi» che il pensiero non gestisce.
Principi fondamentali dell’educazione validi in ogni tempo, ma soprattutto nel nostro dove prevalgono:
complessità, rapidi cambiamenti, modelli diversi e contrastanti, flusso abnorme di informazioni.
Le linee direttrici intorno a cui orientare il programma annuale 2010/2011 sono: Accoglienza, Intercultura, Curricolo e Continuità tra scuola dell'infanzia e la scuola del primo ciclo.

L’Accoglienza si articola in vari momenti per permettere al bambino di ambientarsi nella nuova realtà scolastica, intesa sia come luogo fisico sia come luogo di relazioni. A tale scopo si predispongono e si realizzano percorsi finalizzati, poiché l’accoglienza non si esaurisce nei primi giorni di scuola ma è propria di tutta l’organizzazione del tempo-scuola e si traduce nell’attenzione all’ambiente fisico- relazionale che viene curato in tutti gli aspetti. Si ritiene essenziale nel Progetto formativo, l’Intercultura cioè: scoprire l’identità personale nell'interazione reciproca e nel rispetto delle differenze attraverso percorsi definiti:

SCOPRIRSI (ambienti, tradizioni, linguaggi,…)

- PARLARSI (esperienze, difficoltà, impedimenti, desideri,…)

PROGETTARE
(esperienze di collaborazione, laboratori, sviluppo delle creatività,…).

L’orario settimanale delle lezioni viene organizzato tenendo presente i tempi d’attenzione dei bambini, calibrando e dosando opportunamente gli abbinamenti delle materie nell’arco della giornata, alternando educazioni e discipline, sempre nel rispetto dei tempi, almeno minimi, da dedicare alle singole discipline.
Le attività educative
curricolari sono integrate con percorsi ed attività trasversali ed interdisciplinari in forma di laboratori, per conseguire gli obiettivi didattici e formativi anche attraverso “il fare ed il saper fare”.
In tutte le classi le programmazioni educative e didattiche delle varie aree disciplinari adottano metodologie che favoriscano un apprendimento significativo guidando l’alunno ad essere protagonista attivo nella costruzione del proprio sapere.
L’offerta formativa per tutti gli alunni viene potenziata favorendo l’apprendimento per esperienza diretta e per scoperta attraverso attività di ricerca e “sul campo”: uscite didattiche e culturali, osservazione dell’ambiente, visite d’istruzione.
Gli obiettivi specifici delle Indicazioni Nazionali sono riconducibili a 4 indicatori di competenza:

OBIETTIVI SPECIFICI INDICATORI DI COMPETENZA
Il sé e l'altro Rapportarsi a sé e relazionarsi con l'altro
Fruizione e produzione dei messaggi Comunicare; simbolizzare
Esplorare, conoscere, progettare Risolvere problemi; simbolizzare
Corpo, movimento, salute Comunicare; rapportarsi con l'altro e lo spazio.

FINALITA’ EDUCATIVE

VIVERE INSIEME
- Promuovere la solidarietà, il rispetto di sé, degli altri e delle regole di convivenza
sociale e civile.
- Sviluppare la capacità di collaborazione e cooperazione.
- Promuovere il senso di comunità e appartenenza.
- Promuovere la cura ed il rispetto dell’ambiente circostante attraverso l’acquisizione
di comportamenti responsabili.
- Promuovere la valorizzazione delle peculiarità relative ad ogni popolo per una
costruttiva educazione alla cittadinanza europea, alla mondialità, alla pace.

CONOSCERE
- Promuovere il successo formativo di ogni studente.
- Favorire l’effettiva integrazione scolastica e il diritto all’apprendimento di tutti gli
alunni.
- Sviluppare lo spirito critico
- Acquisire competenze sviluppando armonicamente le tre dimensioni di del sé:
sapere, saper essere, saper fare.

FARE
- Promuovere la scoperta di attitudini individuali attraverso l’offerta di una varietà di
stimoli.
- Promuovere competenze per mezzo di esperienze ed opportunità offerte per
“imparare facendo”.




La Programmazione didattica è svolta dagli insegnanti, con la partecipazione, in vari momenti dell’attività, degli educatori. Ciò permette un continuo scambio d’informazioni fra gli operatori della scuola, per realizzare un’azione educativa più efficace e completa. Insegnanti curricolari ed educatori apportano nella programmazione nuove idee, rendendole condivise ed attuano le strategie migliori per dare a ciascun alunno la possibilità di apprendere al meglio, tenuto conto delle capacità individuali e delle eventuali difficoltà insorgenti nei vari momenti della giornata. Così, il programma portato avanti al mattino è conosciuto e condiviso dagli educatori del pomeriggio, che con la loro azione possono favorire l’apprendimento degli alunni, anche potendo osservare i problemi da diverse angolazioni e trovare soluzioni adeguate.
La programmazione didattica è inoltre il momento in cui si propongono e valutano vari progetti a medio o lungo termine, quali attività di teatro, musica, uscite didattiche.


AMBITI D’INSEGNAMENTO:
• Linguistico – espressivo (lingua italiana)
• Antropologico (storia- geografia- educazione alla convivenza civile)
• Logico- matematico-scientifico (matematica –scienze-tecnologia)
• Arte e immagine
• Educazione al suono
• Scienze motorie e sportive
• Lingua straniera (inglese)
• Religione cattolica


VERIFICHE
Le verifiche per accertare i risultati di apprendimento degli alunni, relativamente agli
specifici obiettivi disciplinari, risulteranno diversificate perché strettamente collegate alle attività didattiche proposte. Di volta in volta verrà stabilita la soglia di accettabilità delle prestazioni.
Si farà in modo che gli errori non vengano vissuti negativamente, ma utilizzati ai fini
dell’apprendimento.

VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI
Nelle varie tappe del percorso didattico di ciascun alunno, gli insegnanti di ogni ambito, in sede di valutazione, terranno conto di:
• progresso nell’apprendimento di ogni disciplina rispetto al livello di partenza
• impegno e continuità nell’applicazione
• livello di autonomia nell’applicazione
• disponibilità agli eventuali interventi di recupero
La valutazione, espressa in decimi
, avrà i suoi momenti di principale sintesi al termine del primo quadrimestre (fine gennaio) ed alla fine delle lezioni (prima decade di giugno), ma oltre a questi momenti, sono previsti colloqui con le famiglie ad ogni bimestre, secondo un calendario che viene comunicato alle famiglie all’inizio d’ogni anno scolastico.
Data l’età degli alunni ed il loro particolare momento di sviluppo cognitivo e socio-affettivo, il percorso formativo e valutativo andranno comunque di pari passo e le famiglie saranno comunque tempestivamente informate di episodi particolari che richiedano immediata attenzione

Le valutazioni in ambito educativo sono le seguenti:
1. Impegno nello studio (ottimo-costante-discreto-sufficiente-carente);
2. Autonomia gestionale (completa-adeguata-sufficiente-inadeguata-scarsa);
3. Relazioni interpersonali (positive-facili-selettive-difficili-conflittuali);
4. Partecipazione alle attività della classe (ottima-costruttiva-pertinente-saltuaria-indotta);
5. Rispetto delle norme regolamentari (eccellente-adeguato-inadeguato).

PROGETTI E ATTIVITA’

SCUOLA PRIMARIA (mattino)

“SCIENZE IN PILLOLE” (Referente: Ins. M.Ida Perna )
(Tutte le classi): Esperienze / fenomeni / strumenti. Conoscere ed apprendere il metodo scientifico. Indagare ed interpretare fenomeni e comportamenti osservabili, utilizzare strumenti tecnici, conoscere personaggi della scienza.
In collaborazione con il Liceo Scientifico “G.Galilei” di Macerata, esperti collaboratori: prof.ssa M. Lavinia Perrotta, prof.ssa Augusta Speranza, prof.ssa Sabina Ascenzi .

“I NUMERI E LE FORME” (Referente: Ins. M.Ida Perna )
(Tutte le classi) : Sviluppare le conoscenze logiche. Indurre ad uno stile cognitivo personale. Favorire le abilità logiche. Conoscere aspetti storici legati alla matematica e geometria. Attività individuale di ricerca, approfondimento e laboratoriali.

“MUSICANTANDO” (Referente : Ins. M.Ida Perna)
(Tutte le classi) : Utilizzare la musica come canale comunicativo per favorire l’aggregazione tra gli alunni. Creare occasioni per suonare e cantare. Esprimere le proprie qualità e gusti musicali. Pensare, progettare e creare momenti significativi come concerti, eventi, ecc.

“ELEMENTARE MA NON TROPPO” (Referente: Ins.Educatore Moira Marconi)
(Tutte le classi) : Progetto in accordo con il dipartimento Politiche Antidroghe. Sensibilizzare alunni e famiglie su rischi uso di cannabis e droghe leggere.

“FRUTTA NELLE SCUOLE” (Referente: Ins.Educatore Moira Marconi)
(Tutte le classi) : Promuovere il consumo della frutta e della verdura per apprendere ed assumere corrette e equilibrate abitudini alimentari. Conoscere e contrastare il fenomeno dell’obesità infantile che predispone all’obesità nell’età adulta. Collaborazione con l’Organizzazione dei produttori responsabili del territorio.

“GIOCO SPORT LUBE” (Referente: Ins. Educatore Moira Marconi )
(Tutte le classi): Sviluppare capacità senso-percettive, acquisire schemi motori di base, educare verso capacità coordinative e condizionali. Sviluppare abilità multilaterali e polivalenti dei giochi pre-sportivi. Realizzare lo sviluppo delle capacità motorie per contribuire alla migliore funzionalità dell’intero organismo. Potenziare il rispetto delle regole, valorizzare la solidarietà. Collaborazione e supporto con esperti di associazioni sportive: Lube + Coni per alfabetizzazione motoria primaria.



“UN MONDO DI FORME E COLORI” ( Referente: Ins. Educatore Alessandra Temperini)
(Tutte le classi): Riconoscere attraverso l’approccio operativo colori e forme per coglierne, la natura e il senso. Esplorare immagini e forme presenti nell’ambiente.
Utilizzare capacità visive per produrre composizioni grafiche.

“FILASTROCCHE IN GIOCO” ( Referente: Ins. Educatore Alessandra Temperini)
(Tutte le classi) : Comunicare esplorando diverse forme di linguaggio. Utilizzare modelli di lettura diversa per consolidare e ampliare le conoscenze ortografiche.

“PROCESSI DI APPRENDIMENTO CONDIVISO: EVOLUZIONI DELLA CONOSCENZA” (Referenti: Ins. M.Ida Perna, Ins. Educatore Alessandra Temperini)
(Tutte le classi) : Collegare attività curricolari ad attività extracurricolari. Favorire la circolarità delle conoscenze. Condividere l’attività laboratoriale tra docenti (insegnanti ed educatori).

“PROGETTO ARCOBALENO IN CITTA’” (Referente Ins. Educatore Moira Marconi)
Formazione interculturale di docenti per una positiva gestione della conflittualità nascente dall’incontro tra culture “diverse”, per favorire accoglienza, inserimento e dialogo con le famiglie. Successivi incontri per le famiglie degli alunni stranieri su tematiche di tipo legale e socio-culturale. Corso di lingua italiana per le mamme.
Realizzazione finale di una sit-com.
Anno Scolastico: Febbraio 2011- Giugno 2012
Realizzato con Istituto Filelfo di Tolentino, Istituto Matteo Ricci e Comprensivo Mestica di Macerata. Finanziato dalla Fondazione per la Scuola, Compagnia San Paolo di Torino all’interno del progetto IN-FORMA.

“PROGETTO 150 ANNI DOPO….ITALIA UNITA E ……A COLORI”
(Referente Ins. Educatore Moira Marconi)
Per la scuola primaria con “I COLORI DELLA MUSICA”, si prosegue il cammino, con i laboratori musicali, alla scoperta di canti tradizionali dei propri Paesi.

“FISCO A SCUOLA” (Referente Ins. Educatore Moira Marconi)
(Classe quinta primaria) : Educare alla legalità e in particolare alla legalità fiscale.

“NATALE 2011” (Referente Ins. Educatore Rinaldo Leli)
(Classe quarta primaria) : Far conoscere e rivivere le tradizioni del Natale.


“ESPERIENZE DI ROBOTICA” (Referente Ins. Educatore Marco Cetraro)
(Tutte le classi ) : Facilitare la conoscenza di principi tecnici, scientifici, tecnologici, informatici attraverso la progettazione e la creazione di costruzioni robotiche programmabili.
“IN PISCINA CON IL CONVITTO, IN PISCINA CON LA SCUOLA” (Referente Educatore Riccardo Ruzzu)
(Classe quinta) : Avviamento alla pratica del nuoto. Sperimentare i corretti valori della sport, attraverso il riconoscimento e l’esercizio.

“LA MIA SCUOLA PER LA PACE”: progetto rivolto a tutte le classi della scuola primaria. Attraverso la poesia, affronteranno il tema della non violenza e dei maltrattamenti in famiglia nel gruppo dei pari e nei contesti sociali, cui sono esposti i soggetti più deboli: bambini e donne.

“LA FORZA DEI DEBOLI”(Referente Ins. Franca Nardi, con la collaborazione di Ins. Moretti, Ins. Gasperini, Ins. Capodarco, Ins. Battellini, Ins. Fabiani, Ins. Grassetti)
(Tutte le classi) Educare al rispetto del prossimo, favorire meccanismi di integrazione che passino attraverso l’accoglienza e l’accettazione. Educare al rispetto delle categorie deboli e della figura femminile. Far conoscere il fenomeno della violenza, sia familiare che all’interno del gruppo dei pari.

“PROGETTI LUDICI EDUCATIVI” (Referente Ins. Educatore Alessandra Temperini)
(Tutte le classi)
Si prevede un potenziamento della partecipazione attiva degli studenti in attività extracurriculari, agganciandosi all’insegnamento di scienze, progettato anche in collaborazione con soggetti esterni che promuoveranno con il supporto di strumenti didattici ( invio di kit per la creazione di elaborati) una selezione e premiazione dei migliori lavori attraverso la valutazione di una Commissione.
Il percorso didattico avrà per argomento sia il tema dell’igiene personale, materia centrale per le nuove esigenze di sicurezza sanitaria, promosso da “Paglieri”, per favorire la cura di sé come regola sociale che facilita l’aggregazione e favorisce il benessere; e sia sviluppando la creatività e fantasia dei ragazzi ricreando nei propri ambienti naturali (città, paesi o altro) il rifugio più sicuro dove un “gufo” possa costruire il proprio nido, promosso da “Stick generation-artisti con la colla.


VISITE DI ISTRUZIONE


Le visite di istruzione, le uscite didattiche per esplorazioni ambientali, per assistere a spettacoli teatrali, integrano la programmazione e completano gli argomenti di studio; sono programmate dagli insegnanti all'inizio dell'anno scolastico ed organizzate anche in collaborazione con i genitori rappresentanti di classe.
Quando non sussista il finanziamento da parte di qualche Ente erogatore, sono a carico delle famiglie le spese per i mezzi di trasporto e per i biglietti di ingresso a teatri, concerti, mostre, musei ecc…

  • Ogni uscita programmata viene comunicata anticipatamente alle famiglie, con avviso.


  • Ogni convocazione sarà comunicata per iscritto ai genitori, anche tramite i diari degli alunni, almeno cinque giorni prima.
  • I genitori, per casi particolari, possono chiedere il colloquio con tutti gli insegnanti della classe o con un singolo insegnante, su richiesta, concordando un appuntamento con gli stessi.
  • Gli insegnanti, per i motivi sopra esposti e con le stesse modalità possono convocare i singoli genitori.







ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Il CONVITTO funziona tutti i giorni feriali dal lunedì al sabato.
La domenica e gli altri giorni festivi e pre-festivi può funzionare su richiesta motivata degli interessati.
Il SEMICONVITTO funziona tutti i giorni feriali, dalla fine delle lezioni alle ore 18.OO per la scuola secondaria di primo grado, il sabato e pre-festivi alle ore 15,00 salvo eventuali variazioni apportate dal Rettorato/Direzione anche nel corso dell'anno scolastico. Per tutti gli alunni iscritti la frequenza del semiconvitto è obbligatoria per almeno 15 ore alla settimana.

TEMPO SCUOLA

Dalle ore 7,55 alle ore 8,00 ENTRATA

Dalle ore 8,00 alle ore 13,00 LEZIONI CURRICOLARI

Dalle ore 9,55 alle ore 10,05 INTERVALLO

Dalle ore 12.55 alle ore 13,30 PASSAGGIO DI CONSEGNE
INSEGNANTI - EDUCATORI

Dalle ore 13,30 alle ore 14,00 PRANZO (secondo turno)

Dalle ore 14,00 alle ore 15,0O RICREAZIONE

Dalle ore 15,00 alle 17,00 STUDIO POMERIDIANO

Dalle ore 17,00 alle 17,15 SECONDA RICREAZIONE CON
MERENDA

Dalle ore 17,15 alle 18,00 STUDIO-RIPASSO

Nel pomeriggio, quindi, gli alunni sono affidati al personale educativo: ogni Educatore ha una squadra di riferimento, solitamente coincidente con una classe, per la quale ha funzione di coordinatore delle attività del semiconvitto.
Gli Educatori accompagnano gli alunni a pranzo; li guidano nelle attività di studio; organizzano e collaborano anche ad altre attività educative, sorvegliano gli alunni durante lo svolgimento delle stesse, li seguono, collaborando con gli insegnanti, nelle attività dei laboratori, programmati nel Piano dell'Offerta Formativa.



ORIENTAMENTO - CONTINUITA' EDUCATIVA
(Funzione strumentale: Prof.ssa Antonia Bracalente, Prof.ssa Marta Montanari,
Ins. Educatore Marco Cetraro )


RACCORDO SCUOLA - CONVITTO
Gli Insegnanti si avvalgono della collaborazione degli Educatori con i quali vengono programmati incontri mensili in orario extrascolastico e per la scuola primaria un confronto quotidiano, prima del termine delle lezioni. Questi incontri assolvono ad una finalità fondamentale, attraverso lo scambio reciproco di informazioni, di comprendere, analizzare e verificare le potenzialità, i progressi e gli eventuali regressi di ogni alunno, con il proposito di potenziare l'offerta formativa.

RACCORDO SCUOLA PRIMARIA - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
La Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di primo grado sono annesse al Convitto, pertanto utilizzano anche spazi e strutture in comune.
Tramite il "Principio della continuità didattico-educativa", i Docenti delle scuole primaria e secondaria di primo grado organizzano collegamenti, progetti ed attività in verticale per favorire l'inserimento degli alunni dei due ordini di scuole, premessa indispensabile per poter garantire a tutti le stesse opportunità educative e per disporre di elementi concreti di valutazione. Tale continuità è garantita anche per gli alunni provenienti da altre scuole: i nostri docenti incontrano quelli dell'Istituto di provenienza del ragazzo, ciò è di aiuto per impostare una programmazione ed interventi mirati a compensare eventuali lacune ed offrire una didattica individualizzata.

RACCORDO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
Le attività specifiche per ogni anno di frequenza e quindi considerate in tre fasi distinte verranno svolte secondo un piano di lavoro connesso alle linee programmatiche triennali. Gli obiettivi verso i quali il lavoro mirerà principalmente sono:
- favorire una scelta chiara e consapevole del sé e dei suoi diversi aspetti;
- sostenere una scelta consapevole del valore formativo più idoneo all'alunno che la compie.

Classi prime:
- avvio, con il metodo interdisciplinare, del discorso sulla conoscenza di sé, mediante ricostruzione di storie personali, interviste, racconti, riflessioni;
- attività, nell'ambito dell'Educazione alla Convivenza Civile, indirizzate a favorire, nell'ambito del rispetto delle regole, una chiara consapevolezza di sé e un giusto comportamento con gli altri nelle diverse situazioni;

Classi seconde:
- attività, nell'ambito dell' Educazione alla Convivenza Civile, relative ai rapporti relazionali, la comunicazione, la disposizione all'ascolto e alla collaborazione;
- studio della realtà lavorativa in Italia e in Europa attraverso la riflessione e la produzione scritta di articoli giornalistici;
Classi terze:
- attività riguardanti l'orientamento;
- contatti con le scuole secondarie di secondo grado del territorio, distribuzione di materiale cartaceo, conoscenza delle caratteristiche e degli indirizzi di studio di dette scuole anche per mezzo della frequenza di lezioni e della partecipazione ad attività laboratoriali;
- redazione, a cura dell'insegnante incaricata della funzione strumentale, di un fascicolo informativo da distribuire alle famiglie degli alunni con indicazioni riguardo a:
" le possibili scelte che l'alunno può compiere dopo la licenza di scuola secondaria di primo grado;
" la normativa sul diritto - dovere all'istruzione e alla formazione;
" l'organizzazione dei licei, dei corsi di formazione e delle istituzioni che alternano scuola - lavoro;
" "open day" per l'orientamento in uscita cui sono invitati i rappresentanti dei docenti e degli alunni provenienti dalle scuole del territorio.



RACCORDO SCUOLA - FAMIGLIA
Ugualmente importante, sul versante della continuità educativa, è il rapporto con le famiglie degli alunni che, al di là dei momenti istituzionali ( colloqui sulla valutazione, Consigli di Classe, Consigli d'Istituto, Consigli di Interclasse ecc. ), viene agevolato e favorito con diverse modalità e strumenti:
- partecipazione dei genitori alle manifestazioni più importanti della vita scolastica, coinvolgimento e collaborazione in attività di orientamento, di educazione alla salute e di educazione alimentare;
- comunicazione sull'organizzazione delle attività didattiche e sull'andamento scolastico attraverso un "quaderno delle comunicazioni" che funziona in senso bidirezionale ( scuola secondaria di primo grado );
- invio all'inizio dell'anno del calendario delle riunioni e dei colloqui collegiali ed individuali con i Docenti e con gli Educatori;
- invio, a metà quadrimestre o in prossimità dei colloqui genitori - famiglie, di una comunicazione contenente l'esito delle materie e un giudizio sul comportamento degli alunni ( scuola secondaria di primo grado ) o di una comunicazione sull'andamento didattico/disciplinare dell'alunno;
- accordo sulle scelte organizzative con riferimento alla preferenza delle materie opzionali.

LE LINEE IDENTIFICATIVE E LA QUALITA' DELLA FORMAZIONE


Le scelte formative della Scuola Secondaria di primo grado interna all'Istituto e della struttura semiconvittuale ad essa collegata, intendono favorire lo sviluppo degli esiti formativi individuali ed il progressivo miglioramento della qualità del servizio offerto attraverso l'utilizzo di sistemi innovativi nelle proposte didattico - educative, nella flessibilità dei moduli, nei metodi e negli strumenti, cercando di perseguire l'adattabilità ai cambiamenti in atto e tenendo presenti i seguenti orientamenti:
a) pluralità delle offerte nelle linee culturali, nei metodi e nei tempi degli interventi;
b) valorizzazione delle competenze;
c) considerazione dei valori di fondo come la democrazia, la tolleranza, la solidarietà, come scelte che condizionano e guidano anche i contenuti dello studio e dell'attività scolastica nel suo insieme;
d) atteggiamento di accoglienza e di ascolto nei confronti degli alunni;
e) flessibilità nell'applicazione dei moduli di intervento didattico - educativo, programmazione efficace delle attività garantita dalla professionalità collegiale dei docenti e degli educatori.


Il Collegio Integrato dei Docenti e degli Educatori della Scuola Secondaria di primo grado annessa al Convitto Nazionale "Giacomo Leopardi", prendendo spunto dal decreto legislativo 59/2005 e decreto ministeriale 2007 individua tre grandi ambiti, identificandoli con le Finalità generali dell'Istituto:
- la formazione dell'uomo, nel senso del pieno e completo sviluppo della personalità;
- la formazione del cittadino, caratterizzata soprattutto dalla formazione di un'adeguata coscienza sociale;
- l'orientamento, occasione in cui l'alunno viene aiutato nella individuazione dei suoi interessi e delle sue potenzialità, ai fini della scelta degli studi successivi.
Nelle Istituzioni Educative dello Stato il conseguimento degli obiettivi richiede il necessario concorso di docenti ed educatori, nell'ambito di un progetto congiunto che individui le finalità da raggiungere, le metodologie da impiegare e le modalità di verifica, in vista della valutazione dei risultati conseguiti.
A tale scopo vengono individuate le seguenti specifiche finalità:
1. Educazione all'autocoscienza ed all'autoresponsabilizzazione;
2. Conoscenza, accettazione e fiducia in se stessi;
3. Senso critico ed avviamento al comportamento autonomo;
4. Socializzazione e vita di relazione;
5. Solidarietà e sensibilizzazione ai problemi locali, nazionali e mondiali;
6. Rispetto delle persone, dell'ambiente, delle cose pubbliche e dell'integrità della propria identità;
7. Acquisizione dei valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la famiglia ed il lavoro;
8. Capacità di considerare la cultura come arricchimento ed evoluzione della propria esistenza;
9. Applicazione di un proficuo metodo di lavoro e di studio;
10. Stimolazione dell'istruzione come indispensabile momento di formazione personale.
La scelta delle metodologie è adottata in funzione di ogni singolo alunno, al fine di creare le migliori condizioni di apprendimento e di renderle il più funzionale possibile. Gli alunni vengono stimolati ad una continua presa di coscienza di ciò che sta avvenendo, delle tappe che si susseguono per arrivare agli obiettivi, delle difficoltà che si incontrano e dei progressi che avvengono in ciascuno di loro. In tal modo si mette ogni alunno in condizione di ricercare, analizzare, riflettere, modificare il proprio stile di lavoro, fino al raggiungimento del risultato.
Gli alunni vengono, inoltre, stimolati ed aiutati a sfruttare tutte le loro risorse e le proprie potenzialità. Viene data particolare importanza al ruolo dell'errore, inteso come momento produttivo ed occasione di crescita, e non come semplice situazione da reprimere.

QUADRO ORARIO SETTIMANALE DEGLI INSEGNAMENTI:




La secondaria di primo grado annessa al Convitto Nazionale si caratterizza per la presenza dell'Indirizzo Musicale. Il corso si configura come specifica offerta formativa ed è parte integrante delle discipline scolastiche. L'impegno orario è di ulteriori 2 ore settimanali per un totale di 32 anziché 30 individuali e comprende oltre la lezione singola di strumento, la musica d'insieme e l'insegnamento della Teoria Musicale e Solfeggio.
Attività di approfondimento in materie letterarie : l'educazione civica è stata sostituita da Cittadinanza e Costituzione, introdotta da una recente legge ( art. 1 legge 169/2008 ) da attuarsi nell'ambito delle discipline storico-geografiche.


INDIRIZZO MUSICALE

Nella Scuola Secondaria di primo grado annessa al Convitto Nazionale di Macerata è attivo il Corso ad Indirizzo Musicale nel quale vengono impartite le seguenti discipline strumentali: Chitarra, Flauto, Pianoforte e Violino.
Per accedere al corso ad indirizzo musicale gli alunni devono fare domanda all' atto dell' iscrizione e superare una prova orientativa/attitudinale.
La didattica "strumentale" costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio della Musica (materia presente al mattino) nel più ampio quadro delle finalità della scuola secondaria di primo grado e del progetto complessivo di formazione della persona. Rilevato il rapporto tra questa disciplina e gli altri campi del sapere, attraverso l'interdisciplinarietà, la musica viene liberata da un atteggiamento di distacco e viene così resa esplicita la dimensione sociale e culturale dell'evento musicale.
Attraverso l'insegnamento strumentale e la sua pratica nelle varie forme : dalla lezione individuale alla musica di insieme, vengono sviluppati obiettivi non solo cognitivi, ma anche affettivi e psicomotori. Il soggetto ha la possibilità di mettere in gioco facoltà fisiche, psichiche, razionali, affettive e relazionali.
L'alunno può così esprimere la sua personalità e svilupparla in tutte le sue dimensioni: dalla percezione del sé fisico ( postura, rapporto con lo spazio, movimenti sullo strumento), alla comprensione di un nuovo linguaggio codificato specifico (la notazione), alla crescita emotiva (il rapporto con la "performance" pubblica) e sociale (collaborazione nella realizzazione di brani di insieme). L'apprendimento di uno strumento musicale diventa quindi un mezzo, prima che un fine, per lo sviluppo dell'individuo e delle sue potenzialità.

Strutturazione del corso:
Il corso strumentale è, di solito, realizzato in due rientri pomeridiani di un'ora ciascuna così strutturati:
-
lezione individuale: durante la quale il singolo allievo è impegnato soprattutto negli aspetti tecnico-musicali secondo i canoni tipici della didattica dello strumentale.
- Musica d'insieme: gli alunni della classe si ritrovano per suonare in gruppo. Nell'ambito della musica d'insieme si realizzano ogni anno alcuni appuntamenti pubblici (nel periodo pre-natalizio, nel periodo primaverile e alla fine dell'anno scolastico) con esibizioni all'interno della scuola. Inoltre vengono di anno in anno programmate ulteriori attività (partecipazioni a manifestazioni, realizzazione di registrazioni, concerti, incontri con altre scuole musicali, ecc.) il che è in realtà un modo diverso di fare scuola fuori dalla scuola, quello che noi chiamiamo "la scuola altrove". Si sono infatti realizzati nel corso di questi ultimi anni "lezioni concerto" per la scuola primaria, incontri musicali organizzati tra scuole in ambito provinciale e regionale, partecipazione a rassegne "nazionali".


Titolo del Progetto

CENERENTOLA

FAVOLA MUSICALE DALL'ORIGINALE DI G. ROSSINI


DURATA DEL PROGETTO

Inizio : Ottobre 2011 . Termine: Maggio 2012

Durata complessiva delle attività : 8mesi.


L' Istituzione Scolastica proponente , in continuità con le numerose attività progettuali e musicali realizzate negli aa. ss. precedenti, intende arricchire la propria realtà culturale attraverso percorsi ed esperienze didattico-musicali specifiche, accomunate dalla finalità di potenziare il rapporto tra scuola e territorio e tra reti di scuole sensibili alla diffusione della musica e alla espressività attraverso linguaggi non verbali. Per questa ragione, la Sc. Secondaria di primo grado "G. Leopardi" annessa al Convitto Nazionale di Macerata in rete con altre realtà scolastiche intende realizzare un Progetto, nella prospettiva di coinvolgere i ragazzi nel consolidamento della:

  • Cultura musicale operistica (realtà culturale musicale primaria a Macerata attraverso lo Sferisterio);
  • Acquisizione di valori particolarmente attuali nelle dinamiche educative influenzate molto spesso dalla globalizzazione e dal relativismo;
  • Capacità di orientarsi nella scelta di prospettive di studio che riguardino la musica, attraverso l'esecuzione di brani nelle varie performances;

Capacità di integrare ragazzi diversamente abili o con difficoltà relazionali nel contesto del lavoro di gruppo .
Il progetto "Cenerentola" si realizza attraverso la convergenza di tre Istituti Scolastici:

  • La Scuola Sec. Di I° Grado "Dante Alighieri" di Macerata che assume il ruolo di scuola capofila
  • Il Convitto Nazionale "G.Leopardi" di Macerata con la Scuola Sec. di I° Grado annessa
  • La Scuola di Musica "Don Bosco" attiva all'interno dell'Istituto Salesiano di Macerata.

Ciascuna delle tre scuole partecipa alla realizzazione del progetto con le proprie specificità e possibilità organizzative, didattiche e finanziarie secondo una divisione dei compiti che, seppur non rigorosa, assegna a ciascun istituto compiti e responsabilità definite.
In particolare.
La Scuola Sec. Di I° Grado "Dante Alighieri" si impegna nella realizzazione della regia dello spettacolo, la scrittura del testo teatrale, la realizzazione delle parti teatrali-testuali, le scenografie, la realizzazione delle parti cantate singole e/o corali.
Il Convitto Nazionale "G.Leopardi" di Macerata in cui è operante il Corso ad Indirizzo Musicale si impegna nella stesura della partitura e parti strumentali e nella loro esecuzione strumentale-musicale affidate all'orchestra degli alunni del Corso. Inoltre potrà integrare le parti vocali curate dalla "D. Alighieri"
La Scuola di Musica "Don Bosco", attraverso i propri allievi, integrerà l'orchestra dei ragazzi del Convitto per la realizzazione delle parti strumentali e vocali.


Il progetto Cenerentola
prevede l'articolazione di un curricolo interdisciplinare, principalmente ancorato al settore musicale, in grado di assicurare, tuttavia, una linea di continuità per la diffusione e il mantenimento delle discipline artistico-espressive come fattori educativi, culturali e sociali, ponendosi come occasione di confronto e coordinamento fra Enti Locali, Associazioni Culturali, Teatri ecc… La Scuola diventa quindi luogo di incontro per concordare attività appropriate alle situazioni specifiche, una struttura stabile in continuo dialogo con il territorio.

L'articolazione avverrà attraverso lezioni pomeridiane e curricolari- in compresenza e non- di tipo laboratoriale, mirate:

  • all'analisi -confronto del testo nelle due versioni della fiaba (Ferretti e Perrault)e nella versione cinematografica (cartoon) di Walt Disney;
  • all' apprendimento esecutivo sia vocale che strumentale degli arrangiamenti proposti;
  • alla produzione di elementi scenografici, costumistici, coreografici semplici. Verranno realizzati giochi musicali con l'ausilio degli strumenti e/o della voce ; esercizi di trascrizione intuitiva di suoni, frutto della comunicazione di emozioni e produzione musicale personale di specifici momenti della fiaba. Verranno prodotte ed eseguite filastrocche e semplici composizioni o sonorizzazioni di cui si trascriverà la partitura in notazione convenzionale.

Obiettivi specifici : proporre la conoscenza dell'Opera lirica attraverso

  • l'analisi e la rappresentazione di una fiaba nelle modalità specifiche dei diversi mezzi espressivi tipici del teatro musicale operistico (arti visive, motorie, letteratura, musica);
  • la conoscenza di innovazioni tecnologiche che, applicate nel contesto dello spettacolo finale, mettono in rapporto il passato con il futuro rendendo concrete, accattivanti, attuali le esperienze didattiche di laboratorio musicale;
  • l'espressione della propria interpretazione della fiaba tramite la personale rielaborazione e rappresentazione mediante i vari codici comunicativi;
  • il recupero delle discipline artistico-espressive quali linguaggi da utilizzare in modo consapevole per esprimere una più personale e profonda interpretazione del reale e dei valori educativi ed etici ad esso connessi, rendendosi protagonisti dell'impegno culturale del territorio in cui si vive. Nei laboratori di espressione sonora i ragazzi avranno modo di:

esprimere un personale modo di essere, in grado di operare scelte e autovalutazione collocandosi positivamente nel sociale;
munirsi di strumenti culturali ed operativi che favoriscano l'applicazione del pensiero divergente e creativo nella risoluzione dei problemi;
confrontarsi con le diverse situazioni relazionali affrontando con ottimismo le eventuali difficoltà che si presenteranno;
comportarsi in modo da promuovere per sé e per gli altri il benessere fisico, psicologico, morale e sociale che è causa ed effetto di relazioni personali positive;
favorire l'integrazione dei più deboli: i diversamente abili e bisognosi di sostegno linguistico e culturale;

  • arricchire il curriculum di un'area di studio e formazione espressiva che dà maggiori possibilità alla partecipazione e alla creatività dei ragazzi e che, proprio coinvolgendo la pienezza delle capacità dello studente, offre il vantaggio di un'esperienza culturale altamente formativa e gratificante, anche in vista di opportunità professionali.
  • creare occasioni di contatto, visione, ascolto, riflessione circa i linguaggi artistico-espressivi (con particolare attenzione a quello musicale), promuovendo la produzione creativa e la formazione del gusto e favorendo l'integrazione dei processi di apprendimento con il vissuto e le aspirazioni dei ragazzi, nell'ottica di stimolare processi di metacognizione.




ATTIVITA' FINALIZZATE ALLE "EDUCAZIONI"

E' prevista l'attuazione di attività, a carattere sostanzialmente educativo, finalizzate all'educazione alla Salute, all'educazione Ambientale, all'educazione Stradale, alla Legalità, alla Solidarietà ed alla Multiculturalità, che vengono organizzate secondo i criteri esplicitati nelle programmazioni didattico - educative di inizio anno.
Le attività che costituiscono il pacchetto delle cosiddette attività integrative dei singoli curricoli scolastici, richiedono un eventuale raccordo progettuale ed un'azione di integrazione con alcuni organismi territoriali. Vengono concordate nelle sedi programmatorie - collegiali e privilegiano l'aspetto tecnico pratico nei luoghi esterni di visita a conclusione del percorso teorico. Eventuali contributi o collaborazioni tecniche di organismi esterni all'Istituzione devono essere coerentemente in linea con le finalità che la Scuola stessa persegue e si limitano ad un'opera di consulenza e di supporto prettamente tecnico.
Educazione alla Convivenza democratica.
Tale argomento viene trattato in modo trasversale dalle varie discipline e specificamente affrontato nell'Educazione alla Convivenza civile.
Gli alunni si devono inoltre attenere alle norme comportamentali presentate loro fin dal primo giorno e miranti al rispetto reciproco delle persone e delle cose, e vengono anche gradualmente abituati ed educati alle norme di convivenza democratica.

ATTIVITA' IN COLLABORAZIONE CON SOGGETTI DEL TERRITORIO
Al fine di migliorare sia l'orientamento sulla conoscenza delle realtà economiche e lavorative del territorio, sia l'interazione dei rapporti con i soggetti sociali ed istituzionali del luogo, vengono periodicamente attuati progetti di collaborazione fra il settore della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto ed alcuni Enti Pubblici locali, anche per completare quanto più possibile l'arricchimento del bagaglio culturale di ogni nostro alunno e di raccordarlo fin dal primo momento alle esigenze ed alle richieste di conoscenza e di capacità che giungono dal mondo del lavoro.
Contatti operativi pertanto vengono intrapresi con organismi istituzionali quali il Comune , le Associazioni culturali e sportive, Università, ecc..

SPAZI
- Aula di Educazione Artistica.
- Laboratorio Informatico multimediale.
- Biblioteca .
- Aule di Educazione Musicale.
- Utilizzo di una Palestra comunale ubicata in via Mameli per la scuola primaria e una situata in via Don Bosco per la scuola secondaria di primo grado.
- Un refettorio e una cucina attrezzata e a norma.
- Lavanderia.
- Guardaroba.
- Infermeria.
- Portineria in servizio 24 ore su 24
Programmazione didattico-educativa:


La didattica strumentale proposta dal nostro Istituto tiene conto del fatto che si tratta in gran parte di alfabetizzazione musicale (di allievi senza precedenti nozioni e/o esperienze) e viene realizzata tenendo conto delle finalità precipue della scuola secondaria di primo grado; in altre parole avendo sempre presente che il corso di strumento si inserisce in un più ampio curriculum di studi il cui fine è la formazione dell'individuo attraverso lo sviluppo delle proprie capacità. Per rispettare questo intento educativo si evitano i metodi propri delle istituzioni scolastiche professionali musicali (Conservatorio), improntati all'apprendimento veloce per via addestrativi. Alla competizione e alla selezione si privilegiano metodi basati sul lavoro in piccoli gruppi, sul problem-solving, sulla fascinazione sonora e l'entusiasmo per la realizzazione di brani di musica d'insieme, valorizzando "eccellenze" e considerando la musica e lo strumento musicale non come fine a se stesso ma come mezzo per lo sviluppo di un più ampio quadro di conoscenze e abilità.
Sarà quindi promosso un insegnamento articolato su obiettivi cognitivi, affettivi, psicomotori basato su una programmazione (un progetto che coniughi obiettivi generali, specifici e situazione concreta) e che si realizzi in maniera verificabile in una serie di saperi: saper essere, saper capire e saper produrre.
La programmazione di educazione alla lettura della musica viene impostata non seguendo unicamente la pratica del solfeggio (spesso inutile balbettamento di sillabe insensate al di là di una qualsiasi idea musicale), ma per poter sviscerare in via collettiva i problemi della lettura, della scrittura, dell'intonazione.
Naturalmente, a differenza di un corso di Conservatorio (in cui la pratica solfeggistica è di gran lunga più avanzata della tecnica strumentale specialmente nei primi anni) la lettura procede più o meno di pari passo con la pratica strumentale e quindi non ha come luogo privilegiato di apprendimento la lezione di teoria, ma anche la stessa lezione di strumento.
In generale si è tenuto conto, nella formulazione degli standard formativi e nella formulazione delle competenze da acquisire, del fatto che per alcuni alunni si prospetterà la possibilità di proseguire gli studi musicali in scuole professionali; perciò ogni insegnante di strumento personalizzerà il curricolo secondo le esigenze degli alunni.

LA VALUTAZIONE


Verifiche iniziali - Monitoraggio della situazione di partenza

Le verifiche iniziali, con la rilevazione dei dati relativi alle situazioni d’ingresso degli alunni, vengono effettuate al fine di rilevare, analizzare ed interpretare le capacità di base degli alunni collegandole alla realtà socio - ambientale di provenienza. Tali aspetti vengono sviluppati in sede di Consiglio di Classe.

Verifica della condotta

L'articolo 2 della legge n. 169 del 30 ottobre 2008, di conversione del D.L. 1.9.2008, reintroduce il voto in condotta, prevedendo che, in sede di scrutinio intermedio e finale nelle scuole secondarie di primo grado è valutato il comportamento di ogni studente e la relativa valutazione è effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
Dispone, inoltre, che la valutazione del comportamento dello studente spetta collegialmente al consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore ai sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo.

Verifiche intermedie - Analisi delle capacità

Le verifiche intermedie, volte a valutare i progressi degli alunni rispetto alla situazione di partenza accertata, vengono effettuate mediante prove formative sistematiche e conducono alla valutazione dell’efficacia dell’azione didattico - educativa, permettendo in tal modo la predisposizione dei necessari interventi mirati di recupero e potenziamento.
Il numero delle prove scritte non dovrà essere inferiore a tre per ogni quadrimestre e la simbologia adottata per la valutazione si avvale della valutazione in decimi :
voto 9 e 10: corrisponde ad pieno raggiungimento degli obiettivi ed è indice della padronanza dei contenuti e dell’abilità di trasferirli ed elaborarli autonomamente;
Voto 8: indica il conseguimento delle mete previste con acquisizione stabile dei contenuti e delle capacità base;
Voto 7: indica il conseguimento delle mete previste con una capacità di elaborazione autonoma delle conoscenze non pienamente sviluppata ed approfondita;
Voto 6: rappresenta il conseguimento, in linea di massima, delle acquisizioni e delle capacità prefissate ai livelli minimi;
Voto 5: indica il possesso parziale degli obiettivi minimi prefissati;
Voto 4: indica il possesso parziale e quindi insufficiente di quanto programmato e attuato a scuola e segna una notevole distanza dagli obiettivi visti nei loro aspetti sostanziali.

Verifiche finali - Interventi realizzati e risultati conseguiti in relazione agli obiettivi


Le verifiche finali, a conclusione del percorso formativo effettuato, conducono alla valutazione dell’intera fase di apprendimento di ogni alunno, e suggellano il completamento di quella continua azione che ha accompagnato tutto il processo didattico - educativo durante la sua evoluzione.
Il percorso formativo infatti viene progettato ed adottato prendendo in considerazione non soltanto gli aspetti cognitivi, legati al possesso di capacità ed abilità, ma anche quelli di carattere meta - cognitivo.
Al termine dell’anno scolastico i docenti e gli Organi Collegiali competenti, analizzando ed integrando le diverse informazioni, giungono a poter identificare e valutare quali e quante siano le modificazioni ed i progressi avvenuti in ogni alunno. Ciò infine permetterà di riconoscere se quanto prodotto da ognuno di loro è adeguato o meno alle personali e basilari potenzialità ed agli obiettivi programmati.
Gli eventuali interventi da porre in essere al fine del raggiungimento di tali obiettivi, terranno in considerazione le reali possibilità di ogni singolo alunno e l’intera sua fase di crescita, e verranno rapportati a quanto era stato per lui stabilito in precedenza. Per tutte le classi si prevede l’introduzione di un nuovo modello (ministeriale), stampato dalla scuola, che contiene:
a) la valutazione delle singole discipline;
b) la valutazione sul comportamento;
c) la firma di tutti i docenti della classe;
d) l’inserimento di una scheda di valutazione educativa personale per quanto riguarda le attività pomeridiane elaborata e sottoscritta dagli Educatori.
Le valutazioni in ambito educativo sono le seguenti:
1. Impegno nello studio (ottimo-costante-discreto-sufficiente-carente);
2. Autonomia gestionale (completa-adeguata-sufficiente-inadeguata-scarsa);
3. Relazioni interpersonali (positive-facili-selettive-difficili-conflittuali);
4. Partecipazione alle attività della classe (ottima-costruttiva-pertinente-saltuaria-indotta);
5. Rispetto delle norme regolamentari (eccellente-adeguato-inadeguato)


Valutazione degli apprendimenti

La valutazione formativa del livello di apprendimento acquisito da ogni alunno presuppone un quadro di riferimento volto a definire la valutazione come riconoscimento di un risultato al termine di un preciso percorso didattico - educativo. Ciò avviene sulla base di informazioni riguardanti i vari livelli descritti, lo sviluppo delle abilità e delle competenze acquisite, e quindi non è soltanto una semplice valutazione classificatoria o soggettiva.
La valutazione si definisce poi attraverso l’analisi di tappe intermedie, come:
- l’individuazione di tutti quegli elementi legati alle condizioni operative, alle risorse umane e materiali che condizionano gli apprendimenti;
- la messa in opera di dati ed informazioni tali da orientare e diversificare gli interventi didattici ed educativi;
- il chiarimento delle relazioni tra verifiche disciplinari e scopi formativi della valutazione globale;
- il richiamo costante alle finalità educative della promozione, in ogni alunno, di uno sviluppo completo, integrale ed armonioso.


Valutazione dei processi di crescita

Per sintonizzare i criteri di riferimento della funzione di valutazione, al fine di dare coerenza e leggibilità ai risultati dell’attività valutativa della scuola, vengono presi in considerazione alcuni indicatori standard per delineare in maniera idonea e compiuta i profili ed i giudizi sui processi di crescita degli alunni:
- livello di partenza;
- ritmo di apprendimento;
- difficoltà incontrate dagli alunni;
- conseguimento degli obiettivi formativi (cognitivi ed educativi) ;
- conoscenze acquisite nei vari ambiti disciplinari.

La valutazione terrà inoltre conto di:

- elementi relativi all’apprendimento (che cosa è stato appreso, come è stato
esposto/realizzato);
- elementi che si riferiscono ad aspetti affettivi e di relazione (disponibilità, costanza
impegno);
- elementi che riguardano caratteristiche degli allievi di origine non scolastica (aspetti di tipo intellettuale, affettivo, sociale, colti esplicitamente o implicitamente).






SPORTELLO D.D.A.I. /C.T.I. Convitto Nazionale “G.Leopardi”
(Referente: Prof.ssa Mariangela Quatrini, presidente AIDAI Marche)
Il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività è tra i più frequenti nei bambini in età scolare, i dati stimano che circa il 5% di loro presenti tale problematica.
Lo sportello di consulenza, diagnosi e formazione già operante in questa istituzione da qualche anno è nato con l’intento di offrire gratuitamente servizi di informazione ad insegnanti, genitori, medici ed operatori coinvolti al problema dei giovani in età evolutiva colpiti da tale disturbo.

SPORTELLO DI CONSULENZA E FORMAZIONE
Consulenza per genitori di bambini con Disturbo da Iperattività/Deficit di Attenzione:
Sensibilizzare i genitori al problemaai genitori informazioni precise sulle caratteristiche del Disturbo stesso e sulle modalità di interazione con il bambino e sulle possibilità di intervento.

Consulenza per insegnanti
Informazione sulle adeguate strategie da mettere in atto quando in classe è presente un bambino con Deficit di Attenzione/Iperattivitàcirca la strutturazione di un piano di intervento individualizzato e finalizzato a migliorare l’apprendimento ed un migliore intervento all’interno della classe.

Punto di informazione per Pediatri e Medici di base
Sensibilizzare queste figure professionali all’individuazione di questa problematica.di un intervento informativo/formativo per queste figure, con la presenza di psicologi e neuropsichiatri infantili.

Formazione e aggiornamento per insegnanti sul Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
Promozione e progettazione di un incontro con tutti i CTI delle Marche.di corsi rivolti a docenti curricolari e di sostegno che può essere modificato e ampliato in base alle richieste della scuola e dei docenti.
Organizzazione di una giornata studio per insegnanti di sostegno al fine di formare queste figure alla gestione dei comportamenti dirompenti e alle strategie per facilitare l’apprendimento in classi che presentano tali difficoltà.

Gruppi di Parent Training
Dare informazioni corrette sul Disturbo da Deficit Attenzione/Iperattività e sui programmi di aiuto per il bambino.e discutere comportamenti e modi di pensare positivi orientati alla comprensione delle difficoltà del bambino e al cambiamento.
Fornire indicazioni e strategie di gestione del comportamento di bambini con DDAI.


CENTRO ETA’ EVOLUTIVA
“Le ragioni di un percorso per imparare ad usare il proprio pensiero”
Obiettivi:
Educare le Life Skillsa studiare
Metacognizione e Abilità di studio
Organizzazione Cognitiva
Intercultura e DSA

Metodi:
Il BrainstormingRole Playing



“CORSO PET THERAPY PER BAMBINI”
Nell’approccio multimodale ai bambini con ADHD, l’AIDAI Marche accanto al metodo cognitivo educativo realizza per l’anno 2010-2011 un progetto di diciotto incontri, dove la finalità perseguita è quella di sviluppare condotte di autocontrollo e di autoregolazione attraverso la Pet Therapye e di attenuare una serie di co-morbilità che spesso associano all’ADHD, come il disturbo d’ansia e il disturbo oppositivo-provocatorio, mediante un intervento educativo essenzialmente fondato sulla relazione bambino – animale, in questo caso bambino-cane, con l’esperta mediazione di un operatore specializzato.


“PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO”: rivolto a studenti, genitori, docenti”.
Lo sportello si configura come “uno spazio di accoglienza e di ascolto” in cui possono essere affrontate tematiche personali in luogo protetto e confidenziale, finalizzato a:
promuovere il benessere degli studenti, genitori e docenti; uno spazio di ascolto individuale rispetto alle difficoltà personali;la presenza di situazioni a rischio disagio psichico;una maggiore consapevolezza del proprio disagio;strategie di gestione e di coping della/e difficoltà individuata/e.

L’attività di consulenza individuale viene svolta attraverso la tecnica del colloquio psicologico. Psicologi e psicoterapeuti si renderanno disponibili sia in orario scolastico che extra scolastico all’interno dell’Istituto.


“SPORTELLO DI ASCOLTO PER STUDENTI”
Ogni studente può fruire di questo servizio per dialogare rispetto alle problematiche adolescenziali con un adulto competente ed estraneo all’ambiente che vive quotidianamente. In uno spazio individuale rispetto alle difficoltà personali, il colloquio rappresenta un’opportunità preziosa per stimolare in modo costruttivo il complesso processo di crescita.
Obiettivi e finalità:
fornire un sostegno al processo di formazione dell’identità;il disagio;una maggiore consapevolezza del proprio disagio;strategie di gestione e di coping delle difficoltà individuate.

“SPORTELLO DI ASCOLTO PER GENITORI”
Tale iniziativa si configura come uno spazio di ascolto e consulenza individuale o di coppia in cui poter condividere ansie, incertezze, difficoltà, legate al normale processo di crescita del proprio figlio. Può inoltre introdurre elementi di riflessione rispetto allo stile educativo familiare e suggerire adeguate strategie per una corretta e serena relazione con i propri figli all’insegna di una maggiore consapevolezza e dello sviluppo dell’empowerment genitoriale.
Obiettivi e finalità:
aumentare la capacità di osservazione riguardo il comportamento dei figli;la consapevolezza dei propri comportamenti educativi;una discriminazione tra propri bisogni e necessità dei propri figli;strategie di coping e problem solving rispetto alle difficoltà evidenziate;la comunicazione con gli insegnanti.

“SPORTELLO DI ASCOLTO PER DOCENTI”
I docenti possono usufruire di questo servizio per approfondire e meglio comprendere situazioni problematiche emergenti, siano esse relative a singoli alunni, ad un sottogruppo o dell’intera classe. Ciò consente di meglio osservare lo sviluppo emotivo relazionale dell’alunno nel contesto scolastico, di rilevare il più precocemente possibile difficoltà scolastiche, di promuovere la capacità di progettare e gestire le relazioni insegnante/alunno/genitore.
Obiettivi e finalità:
promuovere le abilità di ascolto, comunicative e relazionali insite nell’attività di insegnamento;la comprensione delle dinamiche relazionali del singolo alunno o del gruppo classe;le competenze personali e professionali utili a sollecitare nella classe un clima di lavoro costruttivo e che favorisca l’espressione individuale e il benessere della comunità scolastica;strategie efficaci per affrontare nodi problematici;il benessere dei docenti.

PROGETTI E ATTIVITA’

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO (mattino)


“IL QUOTIDIANO IN TASCA” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Classi seconde ) : Fornire agli alunni conoscenze circa i processi di informazione e sugli strumenti attraverso i quali fissa avvenimenti. Portare gli alunni all’elaborazione di articoli di cronaca. Partecipare con consapevolezza al concorso indetto dal Resto del Carlino.

“RASSEGNA: TEATRO RAGAZZI” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Tutte le classi) : Conoscenza del linguaggio teatrale. Sensibilizzazione ai diversi generi di spettacolo.

“6° CAMPIONATO DI GIORNALISMO” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Classi seconde e terze) : Portare gli alunni ad elaborare articoli di cronaca. Indurre i ragazzi ad una lettura consapevole del quotidiano.

“IL COMPUTER NEL MONDO ADOLESCENZIALE” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Classi seconde e terze) : Portare gli alunni ad un uso consapevole del computer.

“RECUPERO, CONSOLIDAMENTO, POTENZIAMENTO” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Classe seconda e terza B) : Consolidamento del metodo di studio. Recupero e potenziamento su argomenti di studio, anche in vista dell’esame di Stato.

“VIAGGI D’ISTRUZIONE-ORGANIZZAZIONE” (Referente Prof.ssa Paola Perugini)
(Classi prime,seconde e terze) : Organizzazione viaggi d’istruzione.

“PREVENZIONE A SCUOLA” (Referente Prof.ssa Antonia Bracalenti)
(Classi prime): Gli interventi in aula saranno realizzati dalle pedagogiste dott.ssa Annalisa Bollesi, dott.ssa Silvia Crocieri
Potenziamento cognitivo e dell’attenzionedelle regole per la convivenza entro spazi scolasticidel gruppo classerapporto con i pari

(Classi seconde): Educazione affettiva e relazionale
Che cos’è un’emozionetra emozione e pensierodelle emozioni nell’ambito dei rapporti interpersonalicambia il corpo maschile e femminile in età puberalecambia il rapporto con l’altro sesso in età adolescenziale

(Classi terze): Orientamento – Prevenzione dei comportamenti devianti
Concetto di motivazionedi sé e capacità di autovalutazionee danni provocati dalle sostanze stupefacentidi dipendenza fisica e psichicaà e rischi legati all’uso delle nuove tecnologie

Sportello informativo rivolto ad alunni e famiglie, incontri con lo psicologo Samuele Cognigni per trattare problematiche di interesse personale.



“IN PISCINA CON IL CONVITTO, IN PISCINA CON LA SCUOLA” (Referente Educatore Riccardo Ruzzu)
(Classi prime e seconde ) : Avviamento alla pratica del nuoto. Sperimentare i corretti valori della sport, attraverso il riconoscimento e l’esercizio.


“NATALE 2011” (Referente Educatore Rinaldo Leli)
(Gruppo alunni scuola secondaria di secondo grado con classi prime): Allestimento del Presepe, decorazione dell’albero di Natale.

“ESPERIENZE DI ROBOTICA” (Referente Ins. Educatore Marco Cetraro)
(Tutte le classi ) : Facilitare la conoscenza di principi tecnici, scientifici, tecnologici, informatici attraverso la progettazione e la creazione di costruzioni robotiche programmabili.

“FISCO A SCUOLA” (Referente Ins. Educatore Moira Marconi)
(Classi seconde e terze) : Educare alla legalità e in particolare alla legalità fiscale.

“ELEMENTARE MA NON TROPPO” (Referente: Ins.Educatore Moira Marconi)
(Classi prime) : Progetto realizzato in accordo con il dipartimento Politiche Antidroghe. Sensibilizzare alunni e famiglie su rischi uso di cannabis e droghe leggere. Incontri condotti da esperti con alunni, genitori, insegnanti.

“UN BOSCO IN CITTA’” (Referente Ins. Educatore Moira Marconi)
(Classi prime e seconde): Imparare ad aver cura dell’ambiente e ad essere i protagonisti del processo di piantumazione per: rinverdire le nostre città; conoscere la cultura della natura.

“VERSO LA COSTITUZIONE” (Referente Ins. Educatore Luciano Zannini)
(Classi prime e seconde) : Conoscenza delle conseguenze dell’inosservanza delle norme e del carattere sanzionatorio dello Stato. Conoscenze di base del diritto, accompagnando l’alunno in modo graduale al rispetto delle regole e all’osservanza della norma giuridica.

“IL GALATEO MODERNO” (Referenti Ins. Educatori Luciano Zannini e Francesca D’Alessandro)
(Gruppo secondaria) : Storia del Galateo. Il Galateo oggi.

“RECUPERO, CONSOLIDAMENTO E POTENZIAMENTO” (Referente Prof.ssa Elettra Francucci)
(Classi prima, seconda e terza B) : Consolidamento del metodo di studio. Recupero e potenziamento di argomenti di studio.

“ASTRONOMIA” (Referente Prof.ssa Elisabetta Cervini)
(Classi seconde e terze) : Conoscere ed apprendere il Sistema Solare e i moti della Terra.




“SPORTELLO D.D.A.I.” (Referente Prof.ssa Mariangela Quatrini)
“PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO”
(Rivolto a studenti, genitori, docenti, degli Istituti secondari di primo e secondo grado): Promuovere il benessere degli studenti, genitori e docenti. Rilevare la presenza di situazioni a rischio disagio psichico. Favorire maggiore consapevolezza del proprio disagio. Fornire strategie di gestione e di coping delle difficoltà individuate. Attività di consulenza di psicologi e psicoterapeuti.


PROGETTI D’ISTITUTO


“PROGETTO ARCOBALENO IN CITTA’”
(Referente Ins. Educatore Moira Marconi):
Formazione interculturale di docenti per una positiva gestione della conflittualità nascente dall’incontro tra culture “diverse”, per favorire accoglienza, inserimento e dialogo con le famiglie. Successivi incontri per le famiglie degli alunni stranieri su tematiche di tipo legale e socio-culturale. Corso di lingua italiana per le mamme.
Realizzazione finale di una sit-com.
Anno Scolastico: Febbraio 2011- Giugno 2012
Realizzato con Istituto Filelfo di Tolentino, Istituto Matteo Ricci e Comprensivo Mestica di Macerata. Finanziato dalla Fondazione per la Scuola, Compagnia San Paolo di Torino all’interno del progetto IN-FORMA.


“PROGETTO 150 ANNI DOPO….ITALIA UNITA E ……A COLORI”
(Referente Ins. Educatore Moira Marconi):
Percorso multidisciplinare attraverso il quale gli alunni della scuola secondaria di primo grado vengono avviati a scoprire le tracce lasciate dai Moti Unitari sul Territorio Nazionale e in particolare in Città:
percorso storico: incontri con l’esperto F. Rocchetti per un percorso di ricerca nella città di Macerata delle tracce risorgimentali;in città: alla scoperta del nostro Risorgimento. Visita alle mostre nel territorio. La nascita e l’attività della Croce Rossa durante le guerre per l’Unità d’Italia;artistico e letterario: analisi di brani letterari, della vignettistica e della satira dell’epoca;musicale: ruolo della musica nel contesto storico-politico del formarsi dello Stato unitario.
Per la scuola primaria con “I COLORI DELLA MUSICA”, si prosegue il cammino, con i laboratori musicali, alla scoperta di canti tradizionali dei propri Paesi.


PROGETTI PER I CONVITTORI:



“PROGETTO NUOTO” ( Referente Educatore Riccardo Ruzzu):
Avviamento al nuoto, sperimentare i corretti valori dello sport attraverso il riconoscimento e l’esercizio.

“IL LINGUAGGIO DELLA MUSICA E DEL TEATRO” (Referente Ins. Educatore Moira Marconi): Avvicinare i ragazzi al mondo della musica e del teatro. Sensibilizzare ai diversi linguaggi espressivi.

“ESPERIENZE DI ROBOTICA” (Referente Ins. Educatore Marco Cetraro)
Facilitare la conoscenza di principi tecnici, scientifici, tecnologici, informatici attraverso la progettazione e la creazione di costruzioni robotiche programmabili.


“IN PISCINA CON IL CONVITTO, IN PISCINA CON LA SCUOLA” (Referente Educatore Riccardo Ruzzu)
Avviamento alla pratica del nuoto. Sperimentare i corretti valori della sport, attraverso il riconoscimento e l’esercizio.



LA PROFESSIONALITA’DEI DOCENTI E DEGLI EDUCATORI

Per cercare di definire la valutazione della professionalità dei docenti e degli educatori, ci si avvale di alcuni parametri di ormai comune conoscenza, contenenti ambiti, criteri ed indicatori, quali:
- l’impegno nella progettualità;
- la gestione del lavoro in aula;
- la capacità di interpretare e personalizzare i contenuti dell’Offerta Formativa;
- i risultati didattici degli alunni (progressi generali e specifici nell’apprendimento);
- i risultati educativi degli alunni (progressi generali e specifici nelle educazioni e nei
comportamenti);
- qualità dell’interazione nel rapporto insegnanti - studenti;
- fattori personali (impegno e partecipazione, rapporti con gli altri, sensazione di soddisfazione ).




FUNZIONI STRUMENTALI ASSEGNATE:

  • Fiduciaria scuola primaria: Insegnante M.Ida Perna
  • Orientamento e Continuità: Prof.ssa Antonia Bracalente, Prof.ssa Marta Montanari, Ins. Educatore Marco Cetraro
  • Orientamento Indirizzo Musicale: Prof. Nicola Basilico
  • Coordinatrice Gruppo H: Prof.ssa Mariangela Quatrini
  • Orgamizzazione Viaggi d’Istruzione: Prof.ssa Paola Perugini
  • Patentino ciclomotore: Prof.ssa Cristina Picciolo
  • Piano Offerta Formativa: Ins. Educatore Alessandra Temperini




PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’



Il Convitto Nazionale Statale G. Leopardi è l’ambiente educativo e di apprendimento in cui si promuove la formazione di ogni studente, la sua interazione sociale, la sua crescita civile. L’interiorizzazione delle regole può avvenire solo con una efficace collaborazione con la famiglia; quindi il seguente Patto educativo di corresponsabilità è finalizzato a definire in modo attento e condiviso diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, famiglie e studenti.
Il rispetto di tale Patto costituisce condizione indispensabile per costruire un rapporto di fiducia reciproca, per potenziare le finalità dell’Offerta Formativa e guidare gli studenti al successo scolastico-formativo.



IL CONVITTO INSIEME CON LE SCUOLE ANNESSE SI IMPEGNANO:

a rendere operative le Carte fondamentali : Costituzione Italiana, Diritti Universali dell’Uomo e del Cittadino, Carta dei Servizi, Progetto Educativo del Convitto, Progetto Formativo d’Istituto, Regolamenti;curare la più ampia diffusione di esse;instaurare, sostenere e favorire un rapporto costante di relazione aperta all’ascolto, al dialogo, alla sollecitazione e alla collaborazione;sostenere la costruzione partecipata di saperi e valori in un processo di mediazione tra tempi, generazioni, emozioni e cognizioni;praticare formalità e trasparenza negli atti valutativi;garantire il necessario supporto didattico alle attività didattico-educative;valutare regolarmente, periodicamente e con criteri chiari le conoscenze acquisite;informare i genitori, nelle assemblee di classe in occasione delle elezioni dei rappresentanti dei genitori, sul contenuto dell’Offerta Formativa, sui criteri di valutazione, sui possibili progetti che si intende attuare;comunicare alle famiglie eventuali problemi del figlio/a nel corso del processo educativo e di apprendimento per concordare un percorso che possa aiutare l’allievo a superare le difficoltà; predisporre interventi di consolidamento, recupero e promozione del successo formativo quando un alunno manifesti difficoltà di apprendimento;favorire la piena integrazione degli alunni diversamente abili;promuovere iniziative di accoglienza e integrazione degli alunni stranieri.




LA FAMIGLIA SI IMPEGNA:


a stabilire pratiche di dialogo costruttivo e partecipativo;avere un atteggiamento di stima e valorizzazione dell’importanza formativa e culturale della scuola, del lavoro degli Insegnanti e degli Educatori e di tutto il personale scolastico;segnalare eventuali problemi di salute che possano creare contagio ed accertarsi che l’alunno sia completamente guarito prima della riammissione a scuola;controllare giornalmente il diario (per la scuola primaria) o il “quaderno delle comunicazioni” (per la scuola secondaria di primo grado) così da firmare le eventuali comunicazioni scuola-famiglia; conoscere e rispettare le Carte fondamentali del Convitto e delle Scuole annesse e sollecitare l’osservanza da parte degli alunni convittori e semiconvittori.



I CONVITTORI E I SEMICONVITTORI SI IMPEGNANO:


a rispettare l’orario d’ingresso e gli orari d’inizio lezione;
partecipare attivamente alla realizzazione del proprio percorso formativo;
assumere direttamente la consapevolezza degli impegni, dei successi e degli insuccessi riportati;
portare a scuola solo il materiale richiesto per le lezioni e per le attività pomeridiane;
tenere un comportamento corretto e rispettoso di sé, dei compagni, delle cose e degli ambienti;
prendere conoscenza dei diritti e dei doveri espressi nelle Carte fondamentali della scuola;
rispettare le regole di vita scolastica e quanto stabilito nel Regolamento interno del Convitto Nazionale G.Leopardi.











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